A volte ci sono storie che ti incuriosiscono e ti trascinano in ricerche assurde che non ti fanno dormire la notte. E’ il caso della ricerca che voglio presentarvi, riguarda un’eroina del Risorgimento catanese di cui poco o nulla si sa, scoperta per caso anni fa in occasione della mostra allestita al Monastero dei Benedettini di Catania dal 18 al 28 novembre 2015 nata da un progetto del gruppo femminista le Voltapagina "Anche la cancellazione è violenza" . Memorizzata e rimasta nella mia memoria per 10 anni, è tornata a togliermi il sonno quando uno degli Amministratori della nostra pagina FB (Genealogia Catania e dintorni) propone le ricerche su personaggi illustri del nostro territorio ed un altro suggerisce che magari si potrebbe parlare di donne, visto che sugli uomini , di solito, si sono spesi fiumi d’inchiostro. Così eccola qui
Vi riporto la descrizione che si trova su internet, questa in particolare dal seguente link
https://catania.liveuniversity.it/2020/07/29/andreana-sardo-universita-catania/
“Al fine di contestualizzare “la virtù di zelo e il virile coraggio” di Andreana è necessario un tuffo nel passato, un riferimento alla condizione del meridione italico nella prima metà dell’Ottocento: il 6 aprile 1849 i Borbone mettono a ferro e fuoco la città, dando alle scene una feroce repressione che sferza terribilmente il capoluogo etneo. In risposta alla partecipazione della città siciliana alle mobilitazioni democratiche svoltesi appena l’anno precedente, le truppe borboniche danno alle fiamme i plurali e splendidi palazzi che popolavano, al tempo, la via Etnea; le abitazioni, saccheggiate, vennero completamente rase al suolo, ridotte ad un cumulo di macerie. Ma non si trattò soltanto di una ferocia iconoclasta, com’è facilmente intuibile: furono migliaia i feriti, moltissimi trovarono persino la morte, stupri e violenze non mancarono all’appello. Nel biennio 1848-49 il SiculorumGymnasium è un punto nevralgico, nonché centro di elaborazione attiva delle idee liberali: all’interno dell’edificio, tra gli spazi della cultura, i comitati cittadini, insieme a studenti e professori nutriti della medesimae professori nutriti della medesima e imprescindibile liberalità, organizzano la resistenza contro i Borbone, attivando la tipografia d’Ateneo che, indefessa, stampa proclami, volantini, opere letterarie e componimenti poetici miranti a diffondere i principi di giustizia e libertà.
Proprio in questo contesto di grande vivacità culturale e politica nasce e si forma Andreana Sardo, nipote di Giovanni Sardo, professore di Umanità latina, poi Bibliotecario Generale, già sospettato di carboneria negli anni Venti. Pur trovandosi al sicuro, lontano dai roghi cittadini e dalla distruzione comminata dai Borbone, Andreana, una volta apprese quali erano le raccapriccianti condizioni in cui versava la sua città, non esita a gettarsi nella mischia e, facendosi largo tra le vie e le piazze grondanti cadaveri e macerie, riuscì a raggiungere il generale Nunziante, capo delle truppe borboniche, giunto, nel frattempo, al bivio di Rinazzo, lì dove la via Etnea incrocia la villa Bellini.Con un’opera di persuasione lo convinse a risparmiare il Palazzo dell’Università e si precipitò a spegnere le fiamme che già si stavano ingrossando all’interno dell’edificio, insieme ad un nugolo di soldati, salvando così da distruzione certa le due grandi Biblioteche, la Ventimiliana e l’Universitaria, i laboratori di fisica, anatomia, storia naturale, e l’Osservatorio MeteorologicoL’impresa appare, dunque, bivalente: in grembo al sentito coinvolgimento che la donna mostrò di nutrire nei confronti dei prestigiosi luoghi della cultura, nonché valenti dal punto di vista storico-artistico, risiede anche la lucida consapevolezza di star lottando per salvaguardare il cuore pulsante del liberalismo catanese, fulcro precipuo e irrinunciabile dei futuri sviluppi di matrice antiborbonica e democratica cui l’intera penisola andrà poi incontro.L’eroico gesto, costatole anche il coma a causa delle inalazioni cui strenuamente si sottopose, venne ripagato consentendole di abitare nei mezzanini dell’angolo nord-ovest e di custodire le chiavi della biblioteca, la stessa che aveva salvato dalla devastazione. Andreana è stata la salvatrice e la custode di un patrimonio inestimabile che è arrivato integro ai nostri giorni proprio per merito della sua prode e ardita virtù. “ Era il 6 Aprile 1849
In considerazione di questo ho deciso di approfondire un po’ e scoprire qualcosa in più della sua vita,di seguito vi riporto le poche cose che sono riuscita a trovare:
il primo dubbio nasce quando trovo due Andreana Sardo una figlia di Benedetto e una figlia di Antonino, in teoria entrambe potrebbero essere la nostra eroina ma, l’unico dato certo è che tutti la danno come nipote del Canonico Giovanni Sardo bibliotecario dell’Universita, quindi non mi resta altro da fare che cercare questo zio e collegarlo per poter sciogliere ogni dubbio.
Leggendo qui e là scopro che morì quasi centenario, quindi ho qualche possibilità di trovarlo nello stato civile e iniziare la mia ricerca.
veneranda età di 97 anni, è figlio di Giuseppe Sardo e Giuseppa Riccioli.
https://www.familysearch.org/ark:/61903/3:1:33S7-L1YK-32D?cat=olib%3A2464841&i=1026&lang=it
a questo punto anche il Benedetto, padre della Andreana che ci interessa, deve avere gli stessi genitori,
Giuseppe Sardo e Giuseppa Riccioli( a volte Ricciari) si sposano il 15 novembre 1751 alla Colleggiata
Giuseppe è figlio di Nicola e Rosalia Pinturo- Miccichè nato a Caltanissetta e dall’infanzia abitante a Catania
matrimonio Nicola Sardo e Rosalia Pinturo 11 giugno 1711 Caltanissetta,
Nicola è vedovo di Maria Giordano che aveva sposato nel 1707
https://www.familysearch.org/ark:/61903/3:1:33SQ-GBYM-W8V?cat=koha%3A542505&i=1515&lang=it
https://www.familysearch.org/ark:/61903/3:1:33SQ-G1MX-GT2?i=2316&cc=2013622&cat=542496&lang=it
contratto matrimonio di Ignazio Ricciari e Concetta Sciavarella
matrimonio Giuseppe Sardo e Giuseppa Riccioli
https://www.familysearch.org/ark:/61903/3:1:33S7-91MJ-KW8?i=728&cc=2013622&cat=542496&lang=it
contratto matrimonio Giuseppe Sardo e Giuseppa Riccioli
https://www.familysearch.org/ark:/61903/3:1:3Q9M-CS8N-Z9V2-S?cat=koha%3A542517&i=636&lang=it
Sebastiano Francesco Angelo Ignazio Mario figlio di Giuseppe e Giuseppa Riccioli 1754 Chiesa S.Filippo e Giacomo
https://www.familysearch.org/ark:/61903/3:1:3Q9M-CS8N-Z9XN-L?cat=koha%3A542517&i=667&lang=it
4 gennaio 1755 Giuseppe Rosario Prospero Salvatore di Giuseppe e Giuseppa Riccioli S.Filippo e Giacomo
https://www.familysearch.org/ark:/61903/3:1:3Q9M-CS8N-D73H-3?cat=koha%3A542505&i=2597&lang=it
Maria Concetta Paola Rosa Sardo figlia di Giuseppe e Giuseppa Riccioli 1756 Colleggiata
https://www.familysearch.org/ark:/61903/3:1:3Q9M-CS8N-D73R-V?cat=koha%3A542505&i=2664&lang=it
Ignazio Carlo Francesco Prospero? Sardo figlio di Giuseppe e Giuseppa Riccioli 1759 Colleggiata
https://www.familysearch.org/ark:/61903/3:1:3Q9M-CS8N-D79Q-8?cat=koha%3A542505&i=2701&lang=it
Giuseppe Antonino Luca Nicola Sardo figlio di Giuseppe e Giuseppa Riccioli 1761Colleggiata




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